Sicilia, stop al lavoro nelle ore più calde: la nuova ordinanza di Schifani per tutelare i lavoratori

La Regione Siciliana torna a intervenire contro i rischi legati alle ondate di calore estive.
Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha firmato un’ordinanza che introduce il divieto di svolgere alcune attività lavorative all’aperto durante le ore più calde della giornata, con l’obiettivo di proteggere la salute dei lavoratori esposti a temperature elevate.
Il provvedimento, entrato in vigore il 11 giugno 2026, è valido fino al 31 agosto 2026.
Per i lavoratori esposti a rischi derivanti dall’innalzamento delle temperature, in particolare nei cantieri, in agricoltura e nel florovivaismo, nelle cave e nelle relative pertinenze, nonché nella logistica, comprese le attività di consegna di beni per conto altrui in ambito urbano con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore a due ruote (cosiddetti “rider”), è disposto il divieto lavorativo su tutto il territorio siciliano tra le 12.30 e le 16.00, nei giorni in cui la mappa del rischio pubblicata sul sito internet www.worklimate.it/sceltamappa/sole-attivita-fisica-alta/ riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12.00, segnali un livello di rischio “ALTO”.
Negli ultimi anni le estati siciliane sono state caratterizzate da temperature sempre più elevate e da frequenti ondate di calore. L’esposizione prolungata al sole nelle ore centrali della giornata può provocare stress termico, disidratazione e colpi di calore, con conseguenze anche gravi per la salute dei lavoratori.
L’ordinanza nasce proprio dall’esigenza di ridurre questi rischi e di prevenire incidenti sul lavoro causati dalle condizioni climatiche estreme.
I datori di lavoro dovranno adottare le misure organizzative e operative idonee a ridurre i rischi di stress termico per i loro dipendenti a un livello accettabile secondo la valutazione del rischio condotta nel rispetto di quanto previsto dal Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 in materia di sicurezza sul lavoro. Lo stop alle attività non si applicherà alle pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio, ai loro appaltatori, in caso di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità, ma anche in questo caso dovranno essere presi i provvedimenti necessari a ridurre i rischi di esposizione eccessiva alle alte temperature.
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