
Il generale Manager di Agi Servizi, il Dott. Salvo Latino, alla tavola rotonda dedicata all’oro rosso di Sicilia, traccia le sfide future del pomodoro di Pachino IGP: sostenibilità, digitalizzazione dei sistemi di produzione e lotta alla contraffazione
QUALI SARANNO LE SFIDE FUTURE DEL CONSORZIO DI TUTELA DEL POMODORO DI PACHINO IGP?
Il generale Manager di Agi Servizi, il Dott. Salvo Latino, alla tavola rotonda dedicata all’oro rosso di Sicilia, traccia le sfide future del pomodoro di Pachino IGP: sostenibilità, digitalizzazione dei sistemi di produzione e lotta alla contraffazione
Il Consorzio di Tutela del Pomodoro di Pachino IGP, guidato dal Presidente Sebastiano Fortunato, per l’Anniversario dei 20 anni dalla sua fondazione, lo scorso weekend ha organizzato la prima Giornata Internazionale del Pomodoro di Pachino IGP – Pachino Day, istituita con il Patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che ha portato a Pachino personaggi noti del mondo televisivo, istituzionale e giornalistico.
Venerdì 1 luglio, in occasione della Tavola Rotonda “Pomodoro di Pachino: l’oro rosso di Sicilia verso un futuro sostenibile”, la nostra agenzia, Agi – Agenzia Gestione Innovativa – Soc.Coop., da sempre ispirata agli obiettivi dell’Agenda 2030 e in prima linea per spingere i temi della sostenibilità con le proprie aziende clienti, ha avuto l’onore di partecipare alla manifestazione con la presenza del nostro generale manager, il Dott. Salvo Latino che, all’interno del momento di confronto e riflessione, ha risposto al quesito che gli ha posto il moderatore della kermesse: “Quali sono le nuove sfide che i produttori devono affrontare per guardare al futuro?
Sostenibilità in primis, ma anche digitalizzazione dei sistemi di produzione e lotta alla contraffazione, nonché un’azione sinergica di controllo tra le Autorità di competenza, è il futuro del Consorzio secondo Salvo Latino.
“Per guardare al futuro bisogna naturalmente avere la cultura della sostenibilità – ha esordito il nostro General Manager – E se è vero che la sostenibilità è l’attenzione all’aspetto economico sociale e ambientale, un plauso va quindi al Consorzio di Tutela del Pomodoro di Pachino IGP per aver portato in questi 20 anni sviluppo economico, sociale e ambientale a questo territorio. Tutti principi che il pomodoro e i suoi produttori stanno applicando veramente bene, e posso comprovarlo grazie a un’esperienza vissuta recentemente assieme al mio team di lavoro formato da tre agronomi, due ingegneri e un avvocato, impegnato con un’organizzazione di produttori formata da 5 aziende sottoposte al rigido disciplinare di produzione integrata, che è stata certificata SQNPI, sistema di qualità nazionale di produzione integrata, schema che certifica le aziende che rispondono alla conformità agro-climatica ambientale, e che incarna i principi della strategia “From Farm to Fork”, parte importante dell’European Green Deal, l’ambiziosa proposta legislativa in tema di ambiente a cui ha lavorato la nuova Commissione Europea. La “Farm to Fork” è stata studiata per trasformare il sistema alimentare europeo, rendendo più sostenibile sotto diversi aspetti e riducendo il suo impatto sui Paesi terzi”.
Tante sfide sono state vinte quindi, ma altre ancora, secondo Salvo Latino, devono essere raggiunte. “Prima fra tutte – ha continuato – una maggiore formazione nell’ambito dell’assistenza tecnica in campagna: i produttori devono quindi incominciare a ragionare in modo diverso, a ragionare anche attraverso la tecnologia perché se la tecnologia è utilizzata bene, fa solo bene a migliorare tutto il sistema. Con una maggiore digitalizzazione, è possibile per esempio avere sotto controllo centinaia di ettari di terreno attraverso un monitor, così da sapere immediatamente quando intervenire, ma non con la lotta chimica, ma con la lotta biologica, senza utilizzare prodotti chimici. Un vantaggio questo, di cui stanno già beneficiando i produttori, che va ad aggiungersi all’attività di controllo, tutela e promozione portata avanti dal Consorzio.
E per concludere ha infine affermato: “Un ruolo importante deve essere ricoperto anche dalla Istituzioni, che anch’esse devono fare la propria parte tramite una sinergica azione di controllo da parte delle Autorità di competenza, come l’ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari), a costo di aumentare la forza lavoro con la messa in campo di più uomini e ispettori, nonché lavorare molto sull’analisi del rischio che prende in considerazione la qualità del prodotto alimentare, magari considerando opportuno predisporre anche per i produttori agroalimentari ai fini di ridurre notevolmente il problema dell’etichettatura, una TRACES-Importazioni, quella piattaforma che assicura la gestione e la registrazione dei dati sulle importazioni di tutte le merci soggette a controllo veterinario e l’informatizzazione dei certificati d’importazione rilasciati dai PIF (Documenti Veterinari Comuni di Entrata – DVCE).
Io penso che questa sia la sfida migliore: Sostenibilità in primis, ma anche digitalizzazione dei sistemi di produzione, sicurezza alimentare e lotta alla contraffazione, nonché un’azione sinergica di controllo tra le Autorità di competenza”.

